Dott.ssa Linda Di Mauro | Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Linda Di Mauro Biologa Nutrizionista

Asse intestino cervello

Asse intestino – cervello: nuove scoperte

Gli animali si limitano a mangiare di più quando presentano una mancanza di nutrienti? La scienza ci spiega che non è così, ma un complesso meccanismo di comunicazione tra intestino e cervello determina scelte alimentari specifiche.

Un recentissimo studio pubblicato su Science mostra che l’intestino degli animali sia in grado di rilevare la carenza di proteine ​​e indirizzi il cervello alla ricerca di alimenti che sono fonti di amminoacidi essenziali, i mattoni che costituiscono le proteine e che non possono essere sintetizzati dagli organismi.

E’ noto che gli animali sviluppino un desiderio irrefrenabile di cibi ricchi di proteine ​​quando ne sono privati, ma i meccanismi biologici che spiegano questo comportamento erano poco noti.

I ricercatori hanno inizialmente studiato i moscerini della frutta, quando i moscerini venivano privati ​​di proteine ​​nella dieta, cellule intestinali specializzate producevano un ormone chiamato CNMa. Questo segnale attiva dapprima i neuroni enterici associati all’intestino, che trasmettono rapidamente al cervello le informazioni sulla carenza di aminoacidi attraverso un circuito neurale diretto intestino-cervello.

Allo stesso tempo, il CNMa entra in circolo come ormone e raggiunge il cervello più lentamente, rafforzando e sostenendo nel tempo l’”appetito” per gli aminoacidi essenziali.

Questo studio dimostra che l’intestino non è semplicemente un organo digestivo, ma un sistema sensoriale attivo che monitora continuamente lo stato nutrizionale e guida direttamente le decisioni comportamentali.

Lo studio ha inoltre rivelato che il microbiota intestinale (l’insieme dei microrganismi che vivono nel nostro tratto digerente) influenza questo circuito, collegando così il microbiota intestinale alla disponibilità di nutrienti e al comportamento alimentare.

I ricercatori hanno anche dimostrato che il meccanismo è conservato a livello evolutivo anche nei mammiferi.

Questi risultati dimostrano che gli animali non si limitano a mangiare di più quando mancano dei nutrienti. Piuttosto, il cervello regola selettivamente le priorità alimentari per favorire l’assunzione dei nutrienti carenti.

Lo studio potrebbe aprire nuove prospettive per la ricerca sull’obesità, le malattie metaboliche e i disturbi alimentari. L’intestino comunica con il cervello in tanti definendo anche il senso di fame sazietà. E’ comprensibile come un mal funzionamento dell’asse intestino cervello, possa provocare quindi la formazione di segnali “errati” che influiranno negativamente sul metabolismo corporeo e tutto ciò che ne consegue.

 

 

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